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martedì 1 dicembre 2009

TERTIO MILLENNIO FILM FEST

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La XIII edizione del Tertio Millennio Film Fest torna a riflettere sul rapporto tra il cinema e la contemporaneità. Forme di resistenza è il titolo scelto quest'anno per accomunare le anteprime e i Focus della rassegna, partita ieri al Cinema Trevi di Roma con Popieluszko di Rafal Wieczynski (già al festival di Roma) e che proseguirà fino al 6 dicembre.
Oltre a un interessante focus sull'Iran, segnaliamo per gli appassionati cinema dell'est la rassegna "A est d’Europa. Forme di un cambiamento", che "raccoglie alcuni dei migliori autori di cinema documentario provenienti dalle repubbliche ex sovietiche, formatisi per lo più in Russia poco prima dello sfaldamento e del crollo dell’impero sovietico, successivamente dedicatisi al cinema come terreno di ricerca estetica ma contemporaneamente come luogo della possibile formulazione d’un discorso critico" (per citare testualmnete l'introduzione del catalogo ufficiale della rassegna, scaricabile integralmente dal sito). La sezione è iniziata oggi con i documentari Predstavlenje (Russia-Germania-Ucraina, 2008, 35mm, 82') e Landschaft (Germania-Russia, 2003, 35mm, 60'), di Sergei Loznitsa o Loznica, autore famigliare al pubblico del Trieste Film Festival (Predstavlenje è stato presentato in anteprima italiana proprio a Trieste quest'anno, Landschaft in una delle scorse edizioni). Si continua domani con tre film del lituano Audrius Stonys: Varpas (Lituania, 2007, video, 56'), Neregiu Zeme (Lituania, 1992, 35mm, 18') e Uostas (Lituania, 1998, 35mm, 10'). Il 3 dicembre sarà invece la volta di Nino Kirtadze con Un dragon dans les eauz pures du Caucase (Francia, 2005, video, 90') e Durakovo: le village des fous (Francia, 2007, 91'), cui faranno seguito il 4 Mein Bruder. We'll Meet Again (Germania, 2005, 35mm, 57') e Material (Germania, 2009, 166', formati vari, presentato in anteprima al Festival dei popoli, di cui abbiamo parlato QUI) di Thomas Heise. Infine, il 5, Cosmic Station di Bettina Timm (Germania, 2008, 35mm, 30'), V temnote (Russia-Finlandia, 2004, 35mm, 40') e Chlebnyy den (Russia, 1998, 35mm, 55') del regista di Tulpan, Sergej Dvorcevoj.
Lo stesso giorno, segnalato in anteprima italiana (termine che francamente non comprendiamo, visto che era a Venezia quest'anno dove ha pure vinto il premio Fipresci) Lourdes di Jessica Hausner, in uscita nelle sale italiane in febbraio.
In sostanza, per quanto riguarda "A est d'Europa" nulla di inedito, ma sicuramente molti buoni film interessanti degli ultimi anni, un'occasione per il pubblico dei festival di rivedere o ripescare qualcosa e per il grande pubblico di scoprire autori nuovi, ottimo punto di partenza per chi ancora non conosce il cinema di queste aree.

Sito ufficiale: http://www.tertiomillenniofilmfest.org

martedì 19 maggio 2009

TULPAN: DALLE STEPPE ALLE SALE ITALIANE!

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Esce in questi giorni nelle sale italiane con il titolo TULPAN – LA RAGAZZA CHE NON C’ERA, il film di SERGEJ DVORCEVOJ (o Dvortsevoy, secondo la traslitterazione che Bim, il distributore italiano, ha scelto di adottare). Produzione tedesco-svizzero-kazaka-russa-polacca, questo bellissimo film dell’anno scorso è stato presentato in gennaio al Trieste Film Festival, nel concorso internazionale lungometraggi. Tulpan racconta la storia del giovane Asa, il quale, terminato il servizio militare in marina, torna a casa nella steppa kazaka. È lì infatti che vivono, conducendo una vita nomade, il fratello pastore e la sorella. Per cominciare un’esistenza del tutto nuova, e diventare lui stesso un pastore, Asa deve prima prendere moglie. Nella steppa deserta, la sua unica speranza è rappresentata da Tulpan, anche lei appartenente a una famiglia di pastori. Il povero Asa, però, scopre con disappunto di non piacere alla ragazza a causa delle sue orecchie, che lei ritiene troppo grandi. Ciononostante, non si dà per vinto e continua a sognare una vita forse impossibile nella steppa. In fin dei conti, anche il principe Carlo d’Inghilterra ha le orecchie a sventola e non se la passa poi così male.



Il regista, 47enne kazako, è entrato nel mondo del cinema in modo un po’ insolito. Infatti, si è prima formato all’Accademia dell’aviazione ucraina, diventando radiofonista e poi pilota. Successivamente, c’è stato il trasferimento a Mosca e l’iscrizione a una delle scuole di cinema più famose del mondo, lo VGIK, dove si è diplomato nel 1992. Ha cominciato da allora a girare cortometraggi e documentari, premiati nei migliori festival internazionali di cinema. Nel 2005, il pubblico del TFF ha avuto modo di conoscerlo e incontrarlo e di vedere il suo V temnote, in concorso cortometraggi. Tulpan rappresenta, invece, il suo atteso esordio al lungometraggio. Il film, che ha vinto molti premi, fra cui il primo premio a Cannes nella sezione “Un Certain Regard”, quello per il miglior film nella sezione “East of the West ” a Karlovy Vary e quello per la miglior regia a Cottbus (solo per citare i più prestigiosi), testimonia, come tutti i suoi precedenti lavori un interesse costante per la semplicità e il calore del mondo, rappresentati con un linguaggio sospeso fra il naturalismo e la poesia.
Consigliato a chi ha amato La storia del cammello che piange di Byambasuren Davaa.
Per chi vive a Trieste e vuole vedere (o ri-vedere) il film, Tulpan verrà proiettato il 20 e il 21 maggio al Cinema Ariston di via Romolo Gessi, alle ore 17.00 - 18.45 - 21.00. Buona visione!

Link:
Intervista a Sergej Dvorcevoj (in inglese)
http://filmmakermagazine.com/directorinterviews/2009/03/sergey-dvortsevoy-tulpan.php
Sito ufficiale del film http://www.zeitgeistfilms.com/tulpan/
Sito italiano del film http://www.bimfilm.com/schede/tulpan/

questo post viene pubblicato in contemporanea su Cavò, il blog-rifugio di Alpe Adria Cinema