Il livello di democrazia è sempre difficile da giudicare per chi vive dall'interno un sistema sociale. Spesso, è utile osservare il proprio paese da una prospettiva esterna per poterne vedere i limiti. A volte, però, la situazione è tale che i problemi e le difficoltà risultano evidenti anche senza questo esercizio di distanziamento. Gli strumenti per parlare di questo disagio sono diversi, ma sicuramente il cinema è uno dei mezzi principali per trasmettere in modo immediato la fatica di vivere in un paese "problematico". E' questo sicuramente il caso della Bielorussia, considerata - a dispetto di quello che può pensare qualcuno nostalgico di plebisciti e maggioranze "bulgare" - l'ultima dittatura d'Europa.
Negli ultimi anni sono stati prodotti diversi documentari che raccontano, da prospettive diverse, la vita in questo paese. Noi ne consigliamo due, diversi ma contraddistinti dalla stessa vena ironica. Il primo è stato presentato in concorso documentari al Trieste Film Festival nel 2008, mentre il secondo faceva parte della sezione di quest'anno "Muri del suono" - documentari musicali dall'Europa centro-orientale. Entrambi sono produzioni non bielorusse.