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mercoledì 16 maggio 2012

Twitter, Storify e le nuove narrazioni: una chiacchierata con jumpinshark

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Come si fa a raccontare storie in forme nuove e con nuovi linguaggi? Tema che credo stia a cuore a quelli fra noi che trascorrono molto tempo online e si chiedono come le nuove tecnologie stiano cambiando, oltre al nostro modo di vivere, anche il nostro modo di comunicare e narrare.
Gli approfondimenti non sono mai troppi, per cui ben vengano occasioni come quella promossa da 404: file not found, "rivista online di indagine, analisi, inchiesta, una comunità di under 30 che si è formata dando continuità ad esperienze di instant journalism createsi all’interno del movimento dell’Onda del 2008, all’università di Siena".
Si tratta di “Costruire storie: nuovi linguaggi e nuove pratiche di narrazione”, un ciclo di incontri che si tiene a Siena fino all'8 giugno, presso l'Aula Magna della Facoltà di Lettere e filosofia, per riflettere insieme, dentro e fuori la rete, sui nuovi strumenti di narrazione, sul loro utilizzo e su ciò che ne può nascere.

Fra oggi e domani ci saranno il secondo e il terzo appuntamento. Oggi tocca a Vanni Santoni, Gregorio Magini ed eFFe; domani a jumpinshark e Flavio Pintarelli.
Mi interessa particolarmente quest'ultimo appuntamento, dal titolo “Nuovi linguaggi #2: twitter e lo storify”, realizzato in collaborazione con Lavoro culturale e pensato per discutere di Twitter, Storify e nuove pratiche di narrazione online.

L'iniziativa è molto interessante, per cui decido di chiedere via Twitter a @jumpinshark (presenza consolidata e misurata su Twitter, un blog interessantissimo e un lavoro pionieristico su Storify che tiene testa degnamente al miglior giornalismo tradizionale) se ha tempo e voglia di fare una chiacchierata sul tema dell'incontro. La risposta arriva subito e ci mettiamo d'accordo. Dopo diversi tentativi con Skype (dovuti ai miei limiti di connessione) riesco a raggiungerlo e quello che ne nasce è una chiacchierata molto lunga, piacevole e interessante. Cerco di restituirvene i passaggi che ho trovato più stimolanti. Come sempre, il problema sta nello scegliere cosa tagliare...

mercoledì 15 febbraio 2012

Tutti pazzi per Pinterest (e anche i musei non stanno a guardare)

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Con il solito ritardo che contraddistingue il nostro paese, dove tutto deve prima essere testato a lungo altrove prima di meritarsi qualche tipo di considerazione, comincia a diffondersi anche qui da noi Pinterest. Di cosa si tratta? La definizione a mio avviso migliore l'ha già data Gianluca Diegoli in un suo post: “Pinterest è una via di mezzo tra un sito di bookmarking visuale e un microblog à la Tumblr”.
Che significa? Semplicemente che ti aiuta a salvare immagini che trovi in giro per la rete o che carichi dal tuo computer, a conservarle (con tanto di relativo link d'origine) in vista di una futura consultazione o utilizzo e – cosa non meno importante – a condividerle con chi ti segue, che può a sua volta “repinnarle” e pubblicarle fra le proprie immagini.
Ti puoi limitare a dire che un'immagine ti piace e questo non è comunque poco.

Mi pare di capire che Pinterest abbia dalla sua, rispetto ad altri siti che l'hanno preceduto, 3 aspetti potenzialmente interessanti.